Tre anime, un solo spirito: Mercato Pompeiano apre il ristorante di pesce
POMPEI. A Pompei il passato è ovunque. Ma pochi riescono a trasformarlo in un’esperienza viva, concreta e quotidiana. I tre fondatori del Mercato Pompeiano, già noti per la loro pizzeria e braceria, hanno appena aperto un nuovo ristorante di pesce. Ma non aspettatevi un museo nel piatto: qui si respira l’atmosfera autentica dei macellum dove la gente si fermava a mangiare, chiacchierare e vivere. Una cucina moderna, sì, ma immersa nello spirito della Pompei di duemila anni fa.
Dopo la pizzeria e la braceria, perché un ristorante di pesce?
«Perché era naturale. Pompei – spiegano i tre fondatori – è un crocevia di sapori e dopo aver raccontato la terra e il fuoco, volevamo raccontare l’acqua. Il format è sempre quello del Mercato Pompeiano: non ricordare con nostalgia l’antica Pompei ma riportare in vita l’energia che si respirava nei macellum, dove la gente si fermava, mangiava qualcosa di autentico, si scambiava storie. Il pesce è protagonista, ma è l’atmosfera a fare davvero la differenza».
Cosa si intende esattamente per “atmosfera da macellum”?
«Il macellum era il mercato, ma anche un luogo dove si mangiava e si stava insieme. Oggi – aggiungono ancora – noi cerchiamo di ricreare quell’accoglienza, quella socialità. I romani erano cordiali, diretti, vivaci. Non si andava a cena solo per mangiare: si viveva un’esperienza. Abbiamo arredato il locale ispirandoci, in chiave moderna, alle botteghe pompeiane: richiamando materiali naturali, tonalità calde, maioliche che richiamano geometrie mediterranee. Ci siamo fatti ispirare dai colori del Mosaico dei pesci rinvenuto nella Casa del Fauno che racconta una scena di lotta tra un polpo e un’aragosta. Ci ha colpiti per la sua forza vitale. Un’esplosione di pesci, molluschi, onde e movimento».
Pompei vive di turismo. Che responsabilità ha un ristorante come il vostro?
«Enorme. Troppo spesso Pompei viene vissuta solo tra gli scavi. Il visitatore entra, scatta foto e va via. Ma Pompei continua fuori dalle mura antiche, anche a tavola. Se offri autenticità e qualità, stai raccontando il territorio e l’italianità. Noi lavoriamo con strutture turistiche, guide, aziende locali. Facciamo squadra. Un ristorante da solo non basta. Ma tanti ristoranti che credono nel territorio e che offrono un servizio di qualità – concludono i fondatori – fanno la differenza. La cucina è vita».
Il Mercato Pompeiano non è un ristorante qualunque. È un luogo (in via Sacra, 9) dove si riaccende la vita della Pompei che fu, tra pesce fresco, cordialità e pietra viva. Una sosta che non è solo gastronomica, ma culturale. Come un mosaico antico, da comporre un morso alla volta.



Commento all'articolo